Sintesi 2018

La presente è spiegata dal grande Edoardo Mori Magistrato di Cassazione,che "fortunatamente" non interpreta le leggi in merito,ma le legge e le spiega in modo comprensibile a tutti!!!!!!!

Attenzione alla nuova normativa

ARMI: novità per la detenzione, serve il certificato medico

La Polizia di Stato informa che con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 29.9.2013, n. 121, i detentori di armi, ad esclusione dei titolari di licenza di porto di armi in corso di validità, devono produrre entro il 4 maggio 2015 certificazione medica di idoneità psicofisica per la detenzione di armi di cui all’art. 35 comma 7 del T.U.L.P.S. La certificazione medica è rilasciata, sulla base del certificato anamnestico del medico di famiglia, dal settore medico-legale delle Aziende Sanitarie Locali o da un medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

La certificazione dovrà attestare che il richiedente non sia affetto da malattie mentali oppure patologie che ne diminuiscano, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere ovvero non risulti assumere, anche occasionalmente, sostanze stupefacenti e psicotrope oppure abusare di alcol.

La certificazione medica va prodotta all’Ufficio di Polizia o Carabinieri presso il quale sono state denunciate le armi detenute.

Non è richiesta, invece, qualora risulti già prodotta nei sei anni antecedenti all’entrata in vigore del Decreto Legislativo 29.9.2013, n. 121, che ne prevede l’obbligo (il certificato, quindi, non deve essere ripresentato qualora risulti prodotto dopo il 05.11.2007). Per ulteriori informazioni contattare l’Ufficio Armi della Questura , i Commissariati di P.S. o la Stazione Carabinieri competente per territorio.

La mancata presentazione del certificato medico comporterà il ritiro delle armi a seguito di specifico provvedimento che sarà adottato ai sensi dell’art. 39 T.U.L.P.S. dal Prefetto

ULTERIORI NOVITA' IMPORTANTI

Il 14 settembre è una data importante per gli appassionati di armi e munizioni, dato che segna l’entrata in vigore del D. Lgs. 10 agosto 2018 n.104 in attuazione alle recenti direttive UE in tema di armi.

La disposizione europea prescrive che gli Stati membri adottino norme per l’adeguata sorveglianza, oltre che delle armi da fuoco delle munizioni, affinché le stesse non siano facilmente accessibili contemporaneamente, con un controllo commisurato al numero e alla categoria delle armi da fuoco e delle munizioni.

Il dispositivo normativo in argomento ha come obiettivo principale quello di assicurare una più concreta tracciabilità delle armi e delle munizioni, con finalità preventiva, di repressione dei reati in materia e di analisi dei relativi fenomeni criminali.

Al contempo, si prefigge lo scopo di semplificare e razionalizzare alcune attività burocratiche relative alle incombenze inerenti il possesso di armi e dei relativi titoli.

Quali, dunque, le novità introdotte?

Cosa cambia per chi detiene già armi a qualunque titolo?

Cosa cambia per chi è titolare di licenze per il porto?

Vediamo in dettaglio le principali novità.

Denuncia delle armi e munizioni


  • Riafferma la possibilità di effettuare la denuncia di detenzione di armi e munizioni o materie esplodenti di qualsiasi genere, entro 72 h all’Autorità di P.S. competente anche per via telematica ai medesimi uffici attraverso trasmissione al relativo indirizzo di posta elettronica certificata.
  • A tal proposito, almeno inizialmente, è consigliabile di verificare /contattare/ consultare siti web istituzionali dell’Autorità di P.S. di riferimento, al fine di verificare l’effettiva attivazione di una casella pec dedicata alla ricezione della documentazione.
  • Chiunque detiene armi comuni da sparo senza essere in possesso di alcuna licenza di porto d'armi, ad eccezione di coloro che sono autorizzati dalla legge a portare armi senza licenza e dei collezionisti di armi antiche, è tenuto a presentare ogni cinque anni un certificato medico rilasciato dagli organi competenti (dal settore medico legale delle Aziende sanitarie locali, o da un medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo nazionale dei vigili del fuoco), attestante il possesso delle capacita psichiche.
  • Nel caso di mancata presentazione del certificato medico, si riceve una diffida a presentare il documento e, se disattesa, il prefetto può emettere un divieto di detenzione delle armi denunciate.

Caricatori

Introduce la denuncia necessaria per i soli caricatori in grado di contenere un numero superiore a 10 colpi per le armi lunghe e un numero superiore a 20 colpi per le armi corte.

Durata delle licenze

  • La licenza porto di armi per tiro sportivo ha la durata di cinque anni.
  • La licenza di porto di fucile per uso di caccia ha la durata di cinque anni e può essere rinnovata su domanda del titolare corredata di un nuovo certificato medico di idoneità di data non anteriore a tre mesi dalla domanda stessa.
  • Nessuna preoccupazione per coloro che ne sono già in possesso, i nuovi termini decorreranno dalla normale scadenza prevista dal titolo posseduto.

Numero di armi e munizioni che si possono detenere


  • E' consentita nel numero di tre per le armi comuni da sparo e di dodici per le armi di uso sportivo.
  • Nel permesso di porto d'armi e nel nulla osta all'acquisto è indicato il numero massimo di munizioni di cui è consentito l'acquisto nel periodo di validità del titolo. La misura ha durata annuale ed è rinnovabile. Non sono computate le munizioni acquistate presso i poligoni delle sezioni dell'Unione italiana tiro a segno, immediatamente utilizzate negli stessi poligoni.

Tracciabilità delle armi e delle munizioni

  • per garantire lo scambio di dati con gli altri Stati membri dell'Unione europea è istituito presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza un sistema informatico dedicato per la tracciabilità delle armi e delle munizioni, i cui dati saranno alimentati direttamente dai produttori e dalle forze di polizia;
  • per ciascuna arma da fuoco, il tipo, la marca, il modello, il calibro, il numero di matricola di ciascuna arma sono registrati e conservati per un periodo di trenta anni dalla data della distruzione;
  • L'archivio contiene i dati identificativi del fornitore, dell'acquirente o del detentore dell'arma da fuoco.
  • Nel medesimo archivio sono registrati il numero di identificazione del lotto, la quantità di cartucce in ogni imballaggio elementare, il calibro e il tipo di munizione nonché i dati identificativi del fornitore e dell'acquirente delle munizioni medesime.

Armi ad aria compressa o gas compressi sia lunghe che corte


  • Per la produzione messa in commercio di tali armi, viene introdotta la verifica di conformità effettuata dal Banco nazionale di prova, che dovrà accertare in particolare che l'energia cinetica non superi 7,5 joule. I produttori e gli importatori sono tenuti a immatricolare gli strumenti di cui al presente articolo. Per la loro identificazione sarà utilizzato uno specifico punzone da apporre ad opera e sotto la responsabilità del produttore o dell'eventuale importatore, che ne certifica l'energia entro il limite consentito.


Modifiche su armi autorizzate per l’attività venatoria


  • proibizione dell'uso civile di armi da fuoco progettate per uso militare, come l'AK-47 e l'M16, che sono dotate di selettore di fuoco e per le quali è possibile impostare manualmente la modalità di fuoco tra automatica e semiautomatica, nonché delle armi da fuoco semiautomatiche dotate di un caricatore fisso che consente di sparare un numero elevato di colpi e delle armi da fuoco semiautomatiche combinate con un caricatore amovibile ad alta capacità di colpi e quindi confermato il divieto assoluto di impiego di armi appartenenti alla categoria A dell'allegato I alla direttiva 91/477/CEE;
  • l’attività venatoria non è consentita con l’uso del fucile rientrante fra le armi da fuoco semiautomatiche somiglianti ad un'arma da fuoco automatica di cui alla categoria B, punto 9, del medesimo allegato I direttiva 91/477/CEE;
  • nonché con l’uso di armi e cartucce a percussione anulare di calibro non superiore a 6 millimetri Flobert.