Uno sguardo veloce alla canna rigata!!

 

 

Quella che segue è una carrellata di ALCUNE delle principali munizioni per PISTOLA. Sottolineo: ALCUNE e per PISTOLA. per quanto io sia appassionato non conosco tutti i tipi di munizione esistenti, anche e soprattutto perchè sono appassionato di armi per difesa personale, e quindi quasi tutte le mie competenze riguardano le pistole e ciò che è loro collegato. nonostante abbia conoscenze su diversi munizionamenti per fucile, non intendo parlarne in questa sezione.
Alla lista mancano munizioni che conto di aggiungere al più presto, soprattutto per la grande fama che hanno, tra cui il il 7.65, il 10mm Auto, il leggendario .50 Action Express, il .357 Sig, il 9x18 Police, il .45 Winchester Magnum... appena troverò delle immagini decenti su cui lavorare li aggiungerò alla sezione.
Un'ultima cosa: le SMG (Sub MachineGun, le pistole mitragliatrici) utilizzano normalmente proiettili per pistola automatica. Non esiste una vera e propria definizione tecnica di SMG, ma ne parlerò più ampiamente in un'altra sezione.

Caratteristiche dei Bossoli
E' facile per un profano pensare che, lunghezza e diametro a parte, i bossoli di una cartuccia siano tutti uguali... In realtà ce sono decine di tipi diversi, ma non mi dilungherò nel descrivere tutte le caratteristiche: in fondo questa pagina vuole essere solo una guida il più leggera possibile per chiunque cerchi poco più di qualche nozione o informazione. Sicuramente qualunque esperto in materia riderà dell'incompletezza di quanto riporto... ma in parte sono lacune volontarie. per esempio non intendo riportare specifiche tecniche riguardanti lunghezza e diametri di ogni calibro che descriverò.
Ci sono però delle informazioni di base sulla struttura di un bossolo che devo dare, più precisamente sul fondello (la base):
1) Innanzi tutto, come si può notare dalla fotografia qui sopra, tutte le cartucce progettate per Revolver presentano un fondello Flangiato (Rimmed), cioè di diametro più largo del bossolo. Questo per permettere alle cartucce di "agganciarsi" nel tamburo una volta inserite. E' buffo pensare ad una cartuccia non flangiata: la inserite nel tamburo del revolver e... hop! scivola fuori dall'altra parte! :D
Comunque, esistono anche diverse pistole automatiche progettate per sparare munizioni da Revolver: il calibro .22 per esempio è nato per Revolver (potete notare nella foto il fondello flangiato), ma oggigiorno è molto più utilizzato in pistole automatiche. Cito inoltre la leggendaria pistola Desert Eagle prodotta dalla israeliana IMI, di cui esistono tre versioni, due delle quali utilizzanti munizionamento a bossolo flangiato (il .357 Magnum e il .44 Magnum)...
Altro tipo di fondello è quello Scanalato (Rimless): è utilizzato da munizioni progettate per armi automatiche, o meglio: munizioni destinate ad essere usate in caricatori, dove un fondello flangiato potrebbe causare problemi di allineamento e causare inceppamenti. Con riferimento alla fotografia qui sopra, i calibir 9mm e .45 ACP ne sono esempi.
2) Il secondo discorso è da fare per l'innesco, ossia il punto del fondello che viene colpito dal cane/percussore, innescando la carica di lancio del proiettile. Senza dilungarmi, oggi si hanno due tipi di innesco: il primo è a Percussione Anulare, dove la carica è situata nel collarino del fondello. Caratteristiche peculiari di questo sistema sono la quasi impossibilità di poter riutilizzare il bossolo per ricaricarlo, e la necessità di avere minimo spessore metallico del fondello, per garantirne la deformazione al momento della percussione. Da ciò deriva che quesot tipo di innesco viene usato solo per munizioni di bassa potenza. Il calibro .22 è forse l'esempio più celebre.
 Altro tipo di innesco è quello a a Percussione Centrale, dove un contenitore (capsula) posto al centro del fondello contiene la miscela. E' oggi il più diffuso, perchè consente la rimozione della capsula usata e il riutilizzo del bossolo per la ricarica.
 

I) Come accenno nella sezione Softair, l'energia è misurata in Joules (J). Ammetto che le mie conoscenze di fisica hanno dei limiti, difatti mi limito a considerare i Joules come un numero: se un'arma per Softair infligge meno di 1 J, e un proiettile calibro .22 ne infligge oltre 100, (e un .44 magnum oltre 1000) posso farmi un'idea della quantità di energia che viene trasferita all'impatto sul bersaglio.
Per le armi da fuoco l'energia dei proiettili è misurata all'uscita della bocca di fuoco ed è espressa in Chilogrammetri (kgm), grandezza fisica che esprime il sollevamento del peso di un kg all'altezza di un metro. Sinceramente non ho mai amato queste asettiche definizioni, per cui mi limito a considerarli sempre come "numeri" da paragonare ad "altri numeri".
Comunque: che relazione c'è tra J e kgm? semplice:
1 kgm = 9,81 J. Quasi un rapporto di 1 a 10.
Negli Stati Uniti, essendo usato il sistema di misura anglosassone, non vengono usati i kgm ma i "ft/lb (piedi/libbra). Sappiate che la conversione si effettua con la formula
ft/lb X 0,1383 = kgm.
Basta.
Basta con la fisica da primo anno di Liceo, alla fine quello che conta sono i numeri.
Che altro dire?
II) Il Peso dei proiettili ("palla") è misurato in GRANI (gr.).
1 grano = 0,0648 grammi. Arrotondiamo a 0,065 per praticità di immaginazione, ma per la balistica i decimali sono importantissimi! Insomma, una palla da 100 grani peserà appena 6,48 grammi...
III) la Velocità di un proiettile è espressa in m/sec (metri al secondo), ed è anch'essa misurata all'uscita dalla bocca di fuoco.

il calibro .22

NAZIONE ANNO
U.S.A. 1857

Ah, il .22 L.R. (Long Rifle)... Uno dei calibri che preferisco. E' insieme al .38 Special la munizione più diffusa al mondo, ed è utilizzato per qualunque competizione sportiva non militare, Olimpiadi comprese.
E' inoltre ritenuta la cartuccia meno potente in assoluto, denigrata per la sua potenza e ritenuta assolutamente inadeguata per l'autodifesa. Il suo potere d'arresto è bassissimo, e per avere effetit seri su un bersaglio umano richiede che si attinga ad organi vitali, anche se sono noti casi in cui sono bassate le semplici ossa degli zigomi o dello sterno a deviare o fermare la palla. Personalmente lo adoro per diversi motivi, e nonostante abbia molti detrattori faccio parte della scuola di pensiero che lo ritiene una delle migliori cartucce da difesa. i motivi sono vari:
1) Ha un rinculo bassissimo. Con un minimo di addestramento si riesce ad annullare il rilevamento dovuto allo sparo, con la conseguenza che è possibile piazzare parecchi colpi in un'area concentrata in brevissimo tempo. E sono convinto di una cosa: non è necessario spalmare una persona in un'area di 5 metri con un proiettile .45 per fermarla... siamo fatti di ossa e sangue, non di ferro: se un colpo di pistola ad aria compressa ci fa vedere le stelle dal dolore, una ferita da .22 non è da trascurare affatto, avendo un'energia 25 volte superiore. Voglio vedere chi avrà ancora il sorriso sulle labbra dopo esser stato colpito 2, 3, 4 volte... C'è anche un risvolto legale, poi: la scarsa letalità permette di incapacitare un aggressore senza rischiare troppo di ucciderlo, e di incappare in accuse di omicidio di qualunque tipo. Certo, l'accusa di Tentato Omicidio scatta sempre d'ufficio, ma stiamo parlando di LEGITTIMA DIFESA.
2) Costa davvero poco: quattro scatole di questi proiettili costano come una da 9mm o .357 magnum... il che permette di potersi allenare senza finire sul lastrico.
3) Munizione piccola, scatola piccola: una scatola da 50 colpi è grossa come mezzo pacchetto di sigarette. tutte queste caratteristiche lo renderebbero una buona scelta per la sopravvivenza, potendo trasportare parecchie centinaia di munizioni con minimo ingombro. Naturalmente bisogna ricordare che il limite di Legge fissato per la detenzione di munizioni è di 200 colpi...

Dati balistici di diverse cartucce calibro .22
Queste cartucce, per la loro struttura a percussione anulare non possono essere ricaricate, operazione che sarebbe comunque troppo macchinosa a causa delle ridotte dimensioni e delle pareti molto sottili. Da notare come l'energia di certi caricamenti sia comparabile addirittura a quella di alcune deboli cariche da .38 Special, o da .380 Auto.
Infine, ricordo che qualunque arma in grado di sparare una cartuccia .22LR può sparare anche la più piccola .22 corta, mentre il .22 magnum può essere sparato solo da armi sviluppate appositamente, che comunque normalmente non sono compatibili con le due cartucce minori.
Cartuccia Peso Proiettile (grani) Velocità (m/sec) Energia (kgm) Commenti
.22 Magnum 40 582,17 44,8 comparabile al .38 Special
.22 Long 29 360 12,5
.22 Short 29 318,5 9,7 comparabile al .25 auto

.25 ACP (6,35mm Browning)

Nazione Anno
Belgio 1905

Ideata dal geniale John M. Browning, una delle figure più importanti della storia delle armi moderne, forse ancora di più del maggiormente famoso Colonnello Colt. Fu creata per essere camerata in piccole pistole tascabili ("Pocket Pistols").
Da un punto di vista oggettivo, questa cartuccia è qualcosa di orribile, "spazzatura innominabile" secondo alcuni: è meno potente di una normale .22, è molto più costosa (quasi il triplo, mediamente), ma per quanto meno diffusa è molto più coinvolta in incidenti e scontri a fuoco: ciò a causa delle tante anonime ed economiche "pistole da taschino" che la sparano si è guadagnata la fama di "cartuccia da discoteca": in generale, quando in TV o sui giornali si sente di qualche sparatoria da "sabato sera", o di qualche terribile incidente domestico, questa cartuccia è quasi sempre nominata (se non si tratta dell'onnipresente 7,65).
Io continuo a sostenere la mia opinione: è meglio una piccola, imprecisa e inaffidabile pistola da .25 in tasca, che una grossa .357 Magnum a casa.
Seriamente parlando: come ho già detto, ritengo che ci voglia poco per dissuadere un aggressore, e con calibri troppo incapacitanti si rischia di incappare in accuse di omicidio, e sensi di colpa che si trascinano tutta una vita per alcuni.
La Fama di inaffidabilità legata a questa cartuccia non è però dovuta ad essa, ma ALLE PISTOLE PER CUI E' CAMERATA, oltre che per i suoi utilizzatori.
Mi spiego: chi è l'utilizzatore medio di una economicissima pistola di questo calibro, composta da poche e rudi parti meccaniche e grande come un palmo di mano?
Risposta: è QUASI SEMPRE un proprietario inesperto, un barista che magari la tiene carica sotto al bancone per anni senza mai pulirla e oliarla, o un teppista di strada che la usa per chissà quanto senza mai degnarla della manutenzione che una pistola (soprattutto automatica!) richiede.
E così va sempre a finire che quando ci si trova ad usarla (in torno o ragione che ci si trovi) ecco che arriva il fatale "click, click, click...".
Esistono comunque pistole entrate quasi nella storia, famose per la loro affidabilità: cito la Beretta 1935, usata largamente nel secondo conflitto mondiale e per MOLTI anni utilizzata dalle forze armate Italiane.
In seguito a quanto detto, continuo a ripetere che se un cittadino "cerca riparo" in una piccola e leggera arma per difesa dovrebbe sicuramente orientarsi verso il .22LR, seppure le pistole per questo calibro tendano a costare già di più.
Cartuccia Peso Proiettile (grani) Velocità (m/sec) Energia (kgm) Commenti
.25 ACP 50 244 9,8 "spray 'n' pray"

il .380 (9x17, 9mm Corto)

Nazione Anno
Belgio 1912

Non è una cartuccia molto potente (raramente arriva a 30 Kgm di potenza), ma molto apprezzata da alcune persone per il basso rinculo e le piccole dimensioni di alcune pistole che la sparano. Il discreto potere d'arresto è considerato il minimo necessario per la difesa personale anche se, come ho già detto, sono convinto che basti molto meno.
Essenzialmente si tratta di una cartuccia da 9mm accorciata per essere sparata da una cosidetta "pistola da taschino". In ogni Caso, il rinculo molto inferiore a quello del 9x19 mm standard la rende molto più piacevole da sparare, anche se un tiratore addestrato non si porrà mai il problema...
Nei mercati stranieri è possibile trovare anche proiettili a punta cava per questa cartuccia, ma a causa della poca energia generata non riescono ad espandersi come dovrebbero, risultando quindi poco utili. Carica StandardPalla (grani) Polvere Q.tà polvere (grani) Velocità (m/sec) Energia (kgm) Commento
95gr Bullseye 3.2gr 274 23,6 un .38 scarso

 

PRECISIONE E POTENZA DI UN'ARMA DA FUOCO

L'efficacia di un'arma sia essa lunga o corta è determinata essenzialmente da due fattori distinti, la precisione e la potenza.

PRECISIONE

La precisione di tiro di un'arma è data essenzialmente dalla distanza che intercorre fra la tacca di mira e il mirino; va da sè che se l'arma ha la canna lunga sarà più precisa, se la canna è corta sarà meno precisa nel tiro.
Esempio: una pistola o revolver con la canna di 2" sarà meno precisa di una con la canna di 4", più precisa ancora sarà quella con canna da 6".

Pistole e revolver sono più adatte per tiro istintivo, questo per la loro maneggevolezza e altrettanto sono adatte per tiri mirati veloci a corta distanza, massimo 25 metri.
Pretendere con un grosso calibro tiri precisi a più di 25 metri è un azzardo, naturalmente si parla sempre di armi senza ottica o punto rosso o diottra ( per altro ingombrano e sbilanciano l'arma).


I fucili sono più adatti per tiri a lunga distanza, infatti la canna lunga permette un tiro mirato più preciso, proprio per il fatto che la tacca di mira è più distante dal mirino, consentendo una collimazione migliore con il bersaglio.
In questo caso la regolazione (alzo) sulla tacca di mira è necessaria perché consente di correggere la caduta per inerzia del proiettile nella distanza, mentre nelle pistole la tacca di mira regolabile è praticamente inutile per il motivo che fino a 25 metri il tiro è praticamente diretto.



POTENZA

La potenza di un'arma a parità di carica esplosiva e di peso della palla è data principalmente dal poter usufruire di tutta la potenza della polvere da sparo che si è trasformata in gas.
Questo può essere raggiunto solamente con un fucile con otturatore manuale (tipo il famoso Carcano modello 91 usato nella prima e seconda Guerra Mondiale), il quale non permetteva nessuna fuoriuscita di gas in questo modo i gas sono sfruttati totalmente per imprimere la potenza al proiettile (come invece non capita nelle armi semiautomatiche, sia fucili o pistole o a rotazione come i revolver, le prime usufruiscono di una parte dei gas per la ricarica, i revolver perdono parte dei gas tra il tamburo e la canna).

Sono ancora in molti a credere che se la pistola o il fucile fanno una grande fiammata, hanno più potenza, ma questo non è vero, in quanto una fiammata eccessiva dalla volata o dalla finestra di espulsione dei bossoli indica solamente gas incombusti non sfruttati per l'espulsione del proiettile.


Pertanto è necessaria una carica di polvere calibrata in modo giusto per ottenere il massimo della potenza del proiettile; questo vale per tutte le armi da fuoco.
Sulle armi lunghe (non semiautomatiche) sarà più indicata una polvere progressiva.
Mentre sulle armi corte o semiautomatiche lunghe e a rotazione (tamburo) sarà più indicata una polvere veloce.
 
SPARARE CON L'OTTICA MONTATA SUL FUCILE

Molti credono che un fucile equipaggiato con mira ottica (canocchiale) garantisca il massimo della precisione anche a tiratori mediocri, ma non vi è niente di più sbagliato.
Illustrerò qui alcuni problemi a tutti quelli che pensano che il canocchiale sia la panacea che fa fare centro anche alle schiappe.
Vi sono problemi che non sono valutati o capiti; infatti poi all'atto pratico non si ottengono i risultati voluti e anche se si è sicuri della taratura perfetta dell'ottica per una certa distanza, ci si meraviglia di non riuscire a fare centro e si dà la colpa al fucile o all'ottica.
In realtà la colpa è sempre e solamente del tiratore.

Come ho spiegato nella pagina Precisione e potenza di un'arma da fuoco, più il mirino è lontano dalla tacca di mira e più si avrà precisione nel tiro.

Invece se un fucile è equipaggiato con l'ottica, il mirino tradizionale non serve più e a questo punto la distanza tra la tacca di mira e il mirino viene ridotta esattamente alla sola lunghezza del canocchiale.

In pratica è come se si sparasse con un'arma corta; questo è uno dei tanti problemi nell'uso dell'ottica; pertanto si deve avere una mano perfettamente ferma e un punto d'appoggio sicuro, altrimenti il centro diventa solamente un sogno.

Ma questo non è l'unico problema dell'ottica; infatti l'obiettivo viene sì ingrandito, ma in realtà è sempre piccolo come prima; anche la pallottola non si ingrandisce e allora basta un movimento impercettibile per mancare il bersaglio.
Facciamo un esempio: se il bersaglio è a trecento metri basterà lo spostamento di un millimetro o anche meno per mancarlo clamorosamente, in quanto sulla distanza il millimetro di spostamento diventa decine di centimetri di scarto.
Va da sè che anche l'impercettibile movimento nell'azionare il grilletto o il respirare possono portare a mancare il bersaglio.

Tralasciando le condizioni atmosferiche come vento, umidità o pioggia, il tiro con l'ottica si rivela molto più delicato di quello fatto con il mirino tradizionale.

Tarare l'ottica sui 50 metri in un fucile è cosa da stupidi; pazienza se si tratta di una carabina ad aria compressa, ma su un fucile è proprio un obbrobrio; se non si riesce a fare centro a 100 metri con il mirino tradizionale è meglio cambiare mestiere prima di far danni.
Sui fucili si procede alla taratura dell'ottica in previsione di un bersaglio lontano dai 150 metri in su.

Comunque con l'ottica vi è un altro problema, se l'obiettivo è in movimento; infatti quando il bersaglio si sta muovendo, il campo visivo nell'ottica risulta ristretto in confronto a quello che si ha con la mira normale, pertanto seguire il bersaglio con l'ottica significa non avere più un punto d'appoggio fermo e questo impedisce di concentrarsi pienamente su di esso; in questo caso può essere utile anticipare il movimento del bersaglio, ma allo stesso tempo si deve essere molto fermi e veloci a premere il grilletto al momento giusto.
Qui entra in gioco anche la qualità della munizione: se si spara con munizione supersonica va da sè che sui 300 metri si otterranno buoni risultati in quanto il proiettile raggiungerà il bersaglio in movimento, se lo stesso si sposta a velocità ridotta.
Se invece il bersaglio si muove ad alta velocità, lo sparo anche con una supersonica dovrà avvenire anticipando l'attimo in cui l'obiettivo in movimento arriverà sulla linea di tiro; questo è un calcolo che richiede allenamento e prove su prove senza cambiare il tipo di munizione.

A questo riguardo possono essere utili i due punti disegnati a destra e a sinistra della croce sull'ottica, che con un po' di pratica delineano il fuori centro; però questi punti ovviamente non valgono allo stesso modo per tutte le distanze, l'eventuale scarto dovrà essere il tiratore a sperimentarlo, anche a seconda della larghezza del bersaglio: più il bersaglio sarà lontano o sarà "stretto" e meno sarà utile tener conto di questi punti, che invece generalmente possono dare un'indicazione valida sui 100 metri se ci si trova in presenza di un bersaglio "largo".